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02 ottobre 2009

Psicopatia, comportamento antisociale e deficit nel riconoscimento della paura e della tristezza

ConfortoScimmiaBambinoNel suo lavoro pionieristico finanziato dal National Institute of Mental Health, Marsh e colleghi hanno esplorato come gli individui emotivamente freddi e insensibili tendano a mostrare un deficit cognitivo specifico: vale a dire, sono particolarmente poveri nel riconoscere e nel rispondere normalmente a espressioni facciali di paura (una "normale" risposta sarebbe l’interruzione dell’aggressione nei confronti di una persona spaventata o l’offerta d’aiuto). Curiosamente, il problema di tali individui non è relativo alle espressioni del viso in generale, in quanto riescono a decifrare espressioni di disgusto, rabbia, felicità e così via (al contrario di quanto accade a persone autistiche, le quali hanno problemi con quasi tutte le espressioni facciali di emozione). Piuttosto, è solo l'espressione della paura (e, in misura minore, della tristezza) che le persone con diagnosi di disturbo antisociale non riescono a inquadrare correttamente. Ciò spiega le persistenti tendenze antisociali, vale a dire, "un comportamento che viola i diritti e il benessere degli altri o infrange importanti regole normative."

Tratto da: Il problema con gli psicopatici: la paura non è un deterrente.

14 agosto 2009

Neuroscienze Cognitive delle Organizzazioni? : Nature Precedings


L'applicazione di tecniche neuroscientifiche cognitive per comprendere il comportamento sociale ha portato a molte scoperte. Eppure i sostenitori dell'approccio sociale alle neuroscienze cognitive sostengono che esse soffrano di una serie di limitazioni. La più importante di queste è la distanza da ogni forma di reale applicabilità . Una soluzione a questa limitazione è rappresentata dalle "Organisational Cognitive Neuroscience" - lo studio delle neuroscienze cognitive del comportamento umano nelle, e in risposta alle, organizzazioni. Le neuroscienze cognitive delle organizzazioni ci permettono di esaminare i fondamenti cognitivi del comportamento sociale che si manifesta in quello che potrebbe essere il nostro ambiente naturale. L'articolo offre una breve panoramica di questo approccio, una definizione e anche alcune possibili domande che il nuovo approccio potrebbe affrontare in modo più adatto.

The Brain in Business: The Case for Organisational Cognitive Neuroscience? : Nature Precedings

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12 settembre 2006

Adolescenza e Maturità "occupano" aree diverse del cervello


Sarah-Jayne Blakemore, University College of London: la differenza essenziale, da un punto di vista cerebrale, nel modo in cui adulti e adolescenti prendono le decisioni è nella localizzazione dell'attività, passa dalla parte posteriore del cervello (negli adolescenti) a quella frontale (negli adulti). Secondo la ricercatrice è come se si passasse dalla semplice domanda "Che cosa devo fare?" alla domanda più complessa "Che cosa devo fare, alla luce di ciò che io e le persone che mi sono intorno proveranno dopo aver compiuto l’azione?".
Azione e sentimento poco collegati negli adolescenti - Le Scienze.it

08 settembre 2006

Pazienti in stato vegetativo possono mantenere vigilanza e consapevolezza


Discovery Channel :: News - Health :: Vegetative Patients May Have Awareness: "Scansioni cerebrali avanzate hanno individuato segnali di vigilanza e consapevolezza in una donna in stato vegetativo. La donna poteva sentire e rispondere mentalmente a certe domande dei ricercatori, i quali mantenevano contatto seguendo le risposte del cervello. Una scoperta importante in un campo eticamente delicato."